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La condotta "imprevedibilmente colposa" del lavoratore scagiona il datore


La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8883 del 3 marzo 2016, ha affermato che il datore di lavoro non ha più un obbligo di vigilanza assoluta rispetto al lavoratore, ma una volta che ha fornito tutti i mezzi idonei alla prevenzione e ha adempiuto tutte le obbligazioni proprie della sua posizione di garanzia, egli non risponderà dell'evento derivante da una condotta imprevedibilmente colposa del lavoratore.

La fattispecie concreta era riferita ad un elettricista manutentore che si era recato per un sopralluogo, su incarico della propria azienda, presso un capannone del committente dove avrebbe dovuto montare dei faretti sulle pareti esterne. Inoltre, il dipendente era stato avvisato di utilizzare tutte le attrezzature di lavoro e di sicurezza, compreso l'elevatore messo a disposizione dal committente. Invece, il lavoratore si era portato sul cordolo esterno del capannone, che si è frantumato causando l'infortunio.

Secondo la Corte, non può essere rimproverato nulla al datore che ha messo a disposizione di un lavoratore esperto in materia l'attrezzatura necessaria a fare il lavoro in sicurezza, nonché gli ha consentito di fare un sopralluogo per verificare l'eventuale necessità di ulteriori strumenti. Il lavoratore medesimo, infatti, nel caso concreto nulla aveva rappresentato sul punto e poi, in modo imprevisto ed imprevedibile, aveva posto in essere un comportamento pericoloso da cui era derivato l'infortunio.

È così superato il precedente orientamento giurisprudenziale ai sensi del quale "il datore di lavoro è sempre responsabile, in caso di infortunio sul lavoro, anche nel caso in cui la condotta del lavoratore sia stata colposa" (Cass. 2512 del 4 febbraio 2013; Cass. 1994 del 13 febbraio 2012).

Studio Gorini – Consulenti del Lavoro