Exception-Could not resolve: datamarket.accesscontrol.windows.net (Domain name not found) 02/05/2016, 8:44 am

Congedo per le donne vittime di violenza di genere


Il. D.lgs 80/2015 recante “Misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro” all’art. 24 ha introdotto un congedo, riservato alle donne inserite in percorsi di protezione relativi alla violenza di genere, certificati dai servizi sociali del Comune di residenza. L’INPS, con la circolare 65 del 15/04/2016 ha fornito le istruzioni operative.

 

Possono usufruire del nuovo congedo le donne lavoratrici dipendenti di datori di lavoro pubblici e privati che partecipano a percorsi di protezione relativi alla violenza di genere. Le lavoratrici titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa hanno diritto ad una sospensione del rapporto alla quale non corrisponde un diritto alla relativa indennità.

 

Il congedo può avere una durata massima di 3 mesi che equivale a 90 giornate di prevista attività lavorativa. Le lavoratrici dipendenti possono fruire del congedo su base oraria o giornaliera nell’arco temporale di tre anni (decorrenti dalla data di inizio del percorso di protezione certificato):

 

-        secondo quanto previsto da accordi collettivi nazionali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale

-        in caso di mancata regolamentazione da parte della contrattazione collettiva, a scelta della dipendente (su base oraria o giornaliera)

 

In ogni caso, la fruizione su base oraria è consentita in misura pari alla metà dell’orario medio giornaliero del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente quello nel corso del quale ha inizio il congedo.

 

Durante il periodo di congedo, la lavoratrice dipendente ha diritto ad una indennità a carico dell’ente previdenziale competente pari al 100% dell’ultima retribuzione (retribuzione media giornaliera del mese precedente). L’indennità è anticipata dal datore di lavoro secondo le modalità previste per la corresponsione dei trattamenti di maternità ed è posta a conguaglio con i contributi dovuti all’ente previdenziale competente. L’art. 24, comma 4 del D.Lgs n. 80/2015, stabilisce che alla lavoratrice dipendente in congedo spetta, per il periodo medesimo, la contribuzione figurativa. La contribuzione figurativa spetta anche nel caso in cui il congedo sia fruito in modalità giornaliera o oraria.

 

La lavoratrice, salvo casi di oggettiva impossibilità, è tenuta a avvertire il datore di lavoro con un termine di preavviso non inferiore a sette giorni, indicare la data di inizio e di fine del periodo di congedo e fornire idonea certificazione. Per fruire del congedo le lavoratrici sono tenute inoltre a presentare domanda alla struttura territoriale INPS di regola prima dell’inizio del congedo (al limite anche lo stesso giorno).

 

Qui il link alla circolare Inps.

 

Studio Gorini – Consulenti del Lavoro